​Preventivo: Doppia opzione, Menu Degustazione o “Ti fidi di me?”

Ammettilo: ogni volta che devi preparare un preventivo, ti trasformi in un Amleto contemporaneo. “Tre opzioni o una sola? Questo è il dilemma”.
Da un lato c’è la tentazione di bombardare il cliente con la versione Basic, Premium, Deluxe, Ultra e “Voglio rovinarsi”. Dall’altro, vorresti solo dirgli: “Senti, faccio questo lavoro da anni, la soluzione è questa. Fidati.”

Quindi, qual è la strategia vincente per non far fuggire il cliente e, soprattutto, per non farti perdere tre giorni di lavoro? Andiamo al sodo e analizziamo i pro e i contro delle due scuole di pensiero.

L’illusione della scelta: Il magico potere del “Tre”

Presentare una doppia o tripla versione di preventivo (la classica combinazione Buona, Ottima, Spaziale) si basa su un principio di neuromarketing molto potente. Sposta la domanda nella testa del cliente da un binario pericoloso (“Compro o non compro?”) a uno molto più profittevole (“Quale opzione compro?”).


Il vantaggio della doppia versione di preventivo: Il cliente si sente in controllo. Di solito, per paura, scarterà la più economica e, per budget, scarterà la più costosa. Boom: finirà dritto sulla via di mezzo (che guarda caso è proprio quella che volevi vendergli).

Il rischio nascosto: Se esageri con i dettagli o superi le tre opzioni, si attiva la famigerata “paralisi da analisi”. Quando il cervello umano si confonde, si spaventa e si blocca. Il cliente sparisce nei meandri del “ci penso e ti faccio sapere”. E sappiamo tutti che “ci penso” è il cugino educato di “addio”.

Il colpo da maestro: La soluzione “Su Misura”

Proporre una sola soluzione, quella che secondo la tua esperienza è perfetta per lui, ti posiziona subito come l’esperto indiscusso. Tu non sei un cameriere che porta il menu; sei lo chef che consiglia il piatto del giorno.


Il pro: Dimostra una sicurezza granitica. Risparmi un sacco di tempo a scrivere preventivi-fotocopia e guidi il cliente verso il risultato reale, senza fargli perdere tempo a capire la differenza tra l’opzione A e la B.


Il contro: Se hai cannato completamente la fase di ascolto e la tua unica proposta è fuori budget o fuori bersaglio… hai perso la vendita. Fine dei giochi.

Quindi, come si vince? (La via di mezzo intelligente)

Il tempo è prezioso, quindi ecco la formula magica per non sbagliare:
Presenta la soluzione ideale (quella che serve davvero al cliente) come piatto principale, ma aggiungi un piccolo “upgrade” opzionale.

Una roba del tipo: “Questo è il progetto perfetto per te. Se poi vogliamo fare i fighi, con un +20% possiamo aggiungere anche questo”.
In questo modo hai un preventivo snello, dritto al punto, ma che lascia uno spiraglio per aumentare lo scontrino medio. Facile, no?

Cosa ci portiamo dietro da questo articolo?

Se hai letto tutto d’un fiato mentre prendevi il caffè, ecco il succo concentrato da memorizzare:

Troppe opzioni creano caos: Il cliente confuso non compra, scappa.
Il preventivo unico mostra autorità: Ti posiziona come l’esperto che sa esattamente cosa serve, ma non ammette errori di valutazione.

La mossa vincente: Proponi la soluzione ideale per il cliente + un singolo upgrade facoltativo. Meno mal di testa per te, scelta più facile per lui.

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